Abbiamo per ora parlato di numeri, di aspetti un po’
asettici ma necessari se non vogliamo essere esclusi da tutto il processo di
formazione dell’immagine che avviene dal momento dello scatto fino alla stampa.
Ma tutti questi numeri (o grani d’argento se siamo ancora analogici), da dove
saltano fuori? Ovviamente dalla macchina fotografica, che a differenza di
quanto ci impone il mercato è un apparecchio molto più malleabile e
controllabile di quanto si possa credere.
Parlerò solo di reflex, perché per le compatte c’è poco da
dire, ci escludono quasi totalmente dal processo di scatto, identificando anche
se il soggetto ha gli occhi chiusi o se ride, quindi evitiamo!
Checché se ne dica, le “grandi” macchine del passato, quelle
entrate nella storia tipo la Nikon f3, avevano in particolare un solo pregio:
erano indistruttibili. L’esposimetro rispetto alle attuali era poca cosa,
motore, flash, e tanti ammennicoli ora inclusi erano esterni. Però funzionavano
sempre, l’otturatore a tendina si poteva rompere solo con un cacciavite
(infilzandolo per intenderci), lo specchio si poteva pulire con fazzoletto e
sputo, se cadeva si cambiava il fondello in metallo, o anche no, tanto andava
uguale. C’era qualche minima differenza tra un modello e l’altro per aspetti
spesso misconosciuti ai più… vetro smerigliato intercambiabile, sincro flash
più veloce, a volte maggior precisione dell’otturatore, ma tutto qua. La foto
la faceva (e continua tutt’ora a farla)
l’obbiettivo. Nella reflex analogica, fino a 15 anni fa, quando lo specchio si
alzava, in sequenza avevamo: il soggetto, la lente e la pellicola. Ora c’è una
differenza in più tra una macchina e l’altra: il sensore, il quale si arroga la
qualità che prima era determinata dalla pellicola, per cui il corpo macchina
assume più importanza nel processo produttivo dell’immagine proprio in base
alle dimensioni, qualità e numero di pixel del sensore stesso.
Però se andiamo a vedere nel dettaglio, a parte alcuni corpi
professionali, il sensore è lo stesso (e l’elettronica pure) in vari modelli
della stessa marca con prezzi che variano anche del 2-300%! E allora se non è
il sensore a fare il prezzo che cos’è? In effetti, la necessità di rendere il
mercato aperto e vendere i corpi macchina con la frequenza con cui prima si
vendeva la pellicola, ha fatto si che sul mercato si riversassero oltre agli oggetti
di valore, altri la cui qualità meccanica tende lentamente al minimo,
mantenendo come uno specchietto per le allodole i megapixel e i gadget
elettronici. Detto fatto ci troviamo a guardare dentro mirini mostruosamente
bui, con la qualità di spioncini da porta, con baionette in plastica, corpi
ergonomicamente non gestibili, con la pretesa di durare il poco tempo dell’uscita
sul mercato del prossimo sensore da 5 megapixel in più che ci aiuterà a
stampare foto 100x70! Naturalmente nella corsa al megapixel si cambia il corpo
macchina e si spende pochissimo per l’obbiettivo, che comunque rimane l’unica
cosa a fare veramente la differenza sul risultato finale… lenti in resina,
baionette in plastica apertura massima a f 5,6 utile a fotografare a ferragosto
in spiaggia.
Poi qualcuno provando la mia macchina, guarda nel mirino,
ritrae la faccia con espressione sbalordita e mi fissa con l’espressione
estasiata di colui che per la prima volta vede attraverso un pentaprisma (ora
usa il pentaspecchio) con un vetro smerigliato serio su una dimensione
fullformat, dove comporre un’immagine regala quel piacere che fa della
fotografia un’emozione personale molto diversa dallo scattare per dovere di
turismo! Attenzione che non sono i suddetti aspetti a cambiare la qualità della fotografia finale! (tecnicamente parlando intendo)
- su una macchina mezzo formato (quasi la totalità) 8 /10 megapixel superano le necessità della quasi totalità degli utenti
- meglio un usato con caratteristiche più professionali che una ciofeca nuova con 24 megapixel
- una macchina più pesante sta più ferma e si tiene meglio
- se proprio abbiamo poco da spendere meglio investire nelle ottiche che contano più della macchina e perdono molto meno valore
- per quanto ho verificato, fino a certi livelli la marca della macchina va solo a simpatia personale, anzi direi che conta più il servizio di garanzia e assistenza che il resto.
Per
il resto, e sarà il prossimo argomento, la fotografia è da sempre fatta da due
(2 - due!) soli parametri: tempo e diaframma! Capire come si usano, che poi non
è cosa così difficile, ci permette di riprodurre qualsiasi cosa sia fisicamente
fotografabile, senza bisogno di altro. La vera insidia, nascosta in questa
affermazione, è il “fisicamente fotografabile” perché certe situazioni non sono
materialmente riproducibili se non con accorgimenti tecnici ed attrezzature
avanzate e, permettetemi di aggiungere, conoscenze molto approfondite!
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